Come non bruciarsi la carriera: 8 pillole di saggezza

Bruciarsi la carriera e finire licenziati

Se sei da molto tempo sullo stesso posto di lavoro, può darsi che anche tu soffra di una sindrome molto insidiosa e sottile che definisco come “deficit di autopercezione“: sappi che è la causa principale dell’arresto della tua carriera e tra le determinanti quando ci sono in gioco dei licenziamenti.

Come è possibile tutto questo? Dopo tutto, dopo tanti anni trascorsi nella mia azienda, conosco a menadito i colleghi ed i problemi…

Sono d’accordo con te. Probabilmente hai ragione ed hai appreso molto su chi ti sta attorno e su cosa non va del management e della direzione.

Voglio aggiungere comunque un piccolo tassello al puzzle che ti sei costruito in questi anni. Qualcosa che ha a che vedere con l’immagine che tu hai di te stesso mentre lavori ed interagisci nell’ambito aziendale.

E’ normale, infatti, che ci si confronti con gli altri, con i problemi quotidiani, con i clienti ostici ed i fornitori inaffidabili. Con capi che non sanno motivare e colleghi scontrosi o scansafatiche.

Tu tutto questo ormai lo conosci e ti sei creato la tua corazza, un modo particolare e tutto tuo di affrontare il mondo aziendale.

 

IL DEFICIT DI AUTO PERCEZIONE

Gli studi di psicologia hanno evidenziato che l’uomo apprende attraverso la ripetizione di un compito; svolgendolo in modo abituale si perfeziona il gesto e si rende “facile” ciò che all’inizio appariva complicato e stressante. Tu migliori e così fa la tua carriera.

Il problema è che l’abitudine di ripetere sempre quel gesto finisce col trasformarlo in un rigido automatismo di cui non sei più consapevole. Lo fai e non te ne accorgi nemmeno. Come lavarti i denti o guidare.

Quindi, dopo anni nello stesso posto, interagisci e ti comporti quasi certamente secondo modelli e schemi di cui non sei affatto padrone, ma plasmati dall’abitudine e dalla ripetizione di un gesto che aveva funzionato nelle prime settimane o mesi di lavoro.

Il mio intento ora è quello di portarti a riflettere per alcuni minuti su alcuni aspetti chiave della tua giornata in azienda, così da identificare se ci sia qualche tassello ballerino e che, potenzialmente, potrebbe (in caso di crisi o di promozioni in vista) risultare per te fatale. Licenziato o non promosso, carriera finita e prospettive economiche arenate.

 

GLI 8 ERRORI DA EVITARE PER NON BRUCIARSI LA CARRIERA

auto percezione e consapevolezza di seEcco dunque alcuni passaggi a vuoto che potresti compiere ogni giorno senza accorgerti.Il solo fatto di leggerli in questo istante potrebbe già rappresentare una prima ancora di salvezza.

Infatti, leggere e/o vedere qualcosa genera un inizio di consapevolezza, ti fornisce quello stimolo alla riflessione che, perfezionato nel tempo e magari attraverso l’aiuto di un coach, porta sicuramente ad affrontare il nemico a viso aperto e con le armi ben affilate.

Così potrai salvare il tuo posto di lavoro e/o continuare ad avanzare nella carriera.

Un’unica nota. Non è detto che nel tuo ruolo attuale tutti questi aspetti siano vitali o letali. Diciamo che si tratta di una analisi statistica e che, curarli per bene non ti farebbe comunque male ;-)

  1. Non imparare le nuove tecnologie
    Anche se hai fatto le cose sempre in un certo modo perché in azienda “si fa così da sempre“, potrebbe essere giunto il momento di adeguarsi, prima che sia troppo tardi. Ti costerà fatica e qualche investimento di tempo o denaro, ma non farlo potrebbe costarti molto di più. Nessuno nel 2013 ama essere attorniato da un cavernicoli tecnologici.
  2. Essere disorganizzato in modo cronico
    La persona che meno vorrei nella mia azienda è quella inaffidabile. Forse ancora peggio di una disonesta…
    Se non fai quanto ti dicono o ti sei proposto, arrivi sempre tardi perché dimentichi gli appuntamenti, dici una cosa e poi non te ne ricordi, trascuri gli impegni e gli incontri pianificati con clienti e fornitori non puoi certo lamentarti se ti creerai la fama di persona totalmente inaffidabile. La prima da lasciare a casa o su cui non invertire un centesimo.
  3. Essere sempre negativo
    Che i problemi esistano è una certezza. Che siano una giustificazione per lagnarsi di continuo, giocare allo scarica-responsabilità,  dire che “il capo non capisce niente“, che gli altri se ne sbattono, che non sei abbastanza pagato per quanto fai
    Non ci siamo proprio. Ricordati che non troverai mai nessuno che ti pagherà di più per lagnarti di più.
    Le piattole come te hanno sulla motivazione ed il clima aziendale l’effetto di uno stillicidio di acido solforico. E sono le prime a farne le spese quando ci sono teste da saltare.
    Quindi, se sei sempre pronto a lamentarti, alza il culo e datti da fare, risolvendo anche problemi che magari non sarebbero di tua competenza e cominciando a fare di più con meno.
    Vedrai che il tuo status e il clima non potrà che migliorare.
  4. Non essere abbastanza assertivo
    Assertivo = convincente. Quindi se devi far passare una tua proposta o idea (soprattutto quella di un aumento o avanzamento di carriera, perché no?), muovere una critica o suggerire una modifica, sarebbe importante che avessi quelle competenze relazionali e comunicative che ti consentono di risultare persuasivo.
    Se sei uno di quelli che alla prima difficoltà o diniego si abbattono e mollano la presa, certamente sarai votato all’insuccesso e la tua prospettiva di crescita professionale si arenerà molto molto presto.
  5. Stare perennemente sulla difensiva
    Usare la tecnica dello struzzo o, peggio ancora, del riccio quando sorge una difficoltà o una critica è pericoloso.
    Alla lunga i colleghi ti eviteranno ed i capi ti ignoreranno. Meglio una sfuriata che implichi voglia di combattere che un dipendente remissivo e che viaggia coi remi in barca e il freno a mano tirato. E’ solo un intralcio alla motivazione aziendale.
    Quindi una papabile testa da decapitare alla prima buona occasione.
  6. Prendere decisioni di impulso
    Anche se ci saranno circostanze assurde ed inevitabili, agire o decidere d’impulso non è mai una buona idea.
    Non è mai questione di vita o di morte (anche se spesso ti sembra così) nelle faccende di lavoro. Quindi è meglio sviluppare la capacità di analizzare rapidamente un contesto, trovare alcune opzioni e scegliere (magari d’istinto se il tempo è davvero tiranno) la più conveniente. Lasciare la tua carriera o posizione alla mercé di un colpo di testa non è il massimo dell’avvedutezza.
  7. Mentire
    Fa il paio con la inaffidabilità. A distruggere la tua credibilità (e quindi reputazione) ci vuole poco. Basta una palla raccontata per i motivi più svariati: prendersi meriti non propri, scaricare la colpa, giustificare un’assenza…
    E, attenzione ai colleghi. Non perché vadano necessariamente a fare i delatori ma, piuttosto, perché anche loro si faranno l’idea che sei un “mentitore seriale”. Se menti nel piccolo, figurati nel grosso.
    Chi avrà più il coraggio di fidarsi di te e della tua parola?
  8. Non sapere valorizzare abbastanza il tuo lavoro
    In ufficio e nella vita il low profile non paga. Essere paraculo non solo è un’arte ma anche un’esigenza se vuoi primeggiare, guadagnare punti o mantenere la tua testa. Per quanto ti reputi un lavoratore accanito, preciso ed efficiente se il tuo superiore avrà l’impressione che “stai solo facendo il tuo lavoro” sappi che potenzialmente sei in un grosso pasticcio.
    Sarai visto come affidabile in quella posizione, con quel salario e quella mansione. Potresti addirittura risultare inutile a volte. Pare assurdo ma è proprio così.
    Se vuoi aspirare a una posizione migliore, o a mantenere il tuo posto, impara la tecnica del pavone o della gallina.
    Lavora sul marketing di te stesso: canta quando fai l’uovo (senza necessariamente tirartela ed umiliare gli altri, sarebbe controproducente) e fai la ruota quando devi conquistare qualcuno. Si chiama self appeal. :-)

Ovviamente ci sono altri errori che possono minare la carriera o mettere a repentaglio un posto di lavoro.

Se te ne viene in mente uno degno di nota (pensa alla storia tua o di qualche collega/parente) scrivimelo nei commenti qui sotto.
Potresti contribuire a salvare una persona dal licenziamento e una famiglia da una crisi. O aiutare qualcuno di davvero meritevole ad ottenere un incarico con cui potrà influenzare in positivo la vita di molte altre famiglie, comunità o popolazioni.

Solo un breve commento. Non essere parco di idee e suggerimenti. Il prossimo ad averne bisogno potresti essere tu.

Grazie

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Una risposta a Come non bruciarsi la carriera: 8 pillole di saggezza

  • renato scrive:

    Se vieni discriminato, mobbizzato e subisci maltrattamenti non vittimizzarti, recati da un buon avvocato esperto in materia del lavoro.
    ciao e buon lavoro a tutti.

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